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  • Ma quanto si dovrebbe dormire ogni notte?

    Mai dormire meno di 5 ore, mai più di 9. Il sonno notturno è una cosa seria, fondamentale per la salute psicofisica del nostro corpo. Ma qual è la dose giusta per non avere problemi? Lo hanno calcolato gli studiosi del Dipartimento di medicina di comunità della West Virginia School of Medicine di Morgantown, negli Stati Uniti. Al termine di un lavoro pubblicato sulla rivista scientifica “Sleep”, hanno scoperto che la soluzione ideale è di 7 ore per notte. Dormire troppo (9 ore o più), o troppo poco (5 ore o meno), moltiplica invece il pericolo di malattie cardiovascolari. Particolarmente insidiosa la privazione di sonno: chi di norma non supera le 5 ore di riposo notturno rischia il cuore il doppio rispetto a chi totalizza 7 ore sul materasso. E il pericolo aumenta ulteriormente nel caso di donne e anziani. Dormire male fa male al cuore “Una durata anomala del sonno ha un effetto negativo sulla salute cardiovascolare”, spiega Anoop Shankar, uno degli autori della ricerca, “e i disturbi del sonno possono rappresentare un fattore di rischio cardiovascolare anche nelle persone apparentemente sane”. L'équipe americana ha analizzato i dati relativi a 30.397 adulti, partecipanti a un'indagine del 2005 in cui sono state raccolte informazioni su fattori demografici e socioeconomici, stili di vita e salute. Al campione considerato, all'interno del quale sono stati registrati 2.146 casi di patologie cardiovascolari (angina, malattia coronarica, infarto o ictus), veniva chiesto di riferire in media il numero di ore di sonno nell'arco di una giornata. Gli scienziati Usa hanno così rilevato una probabilità di malattie cardiovascolari raddoppiata in chi dormiva massimo 5 ore a notte invece di 7, con un allarme rosso per donne e over 60. È emerso inoltre un rischio elevato, pur meno consistente, per chi dormiva 6 o 8 ore. Anche escludendo dall'analisi diabetici e ipertesi, l'associazione fra durata del sonno e pericolo di ammalarsi di cuore restava alta per chi ogni notte dormiva 5 ore o meno, oppure 9 ore o più. Dormire dalle 7 alle 8 ore di sonno Secondo gli autori, chi dorme troppo poco rischia di sviluppare problemi a cuore e vasi a causa di un'alterazione sonno-correlata delle funzioni endocrine e metaboliche. Chi al contrario indugia troppo sotto le coperte, ipotizzano gli esperti, rischia conseguenze cardiovascolari per problemi di respirazione o scarsa qualità del sonno. Alla luce dei dati ottenuti, i camici bianchi della West Virginia University considerano la durata abituale del sonno un'informazione importante da chiedere ai pazienti in un'ottica di medicina preventiva. E ricordano che in generale, nonostante il bisogno di riposo sia un parametro fisiologico soggettivo, per gli specialisti dell'Accademia americana di medicina del sonno la maggior parte degli adulti dovrebbe dormire dalle 7 alle 8 ore a notte.Redazione Staibene.it – agosto 2010

  • Bagni termali, li esaltava già ParacelsoÂ…

    Bagni in acque ricche di rame e ferro contro febbre e infezioni. Le proprietà antisettiche e disinfettanti dell’argento. A descrivere queste e tante altre virtù delle acque termali è Paracelso, medico e filosofo del '500, che nel suo “Libro dei bagni” illustra per primo l'efficacia dei fanghi termali contro alcuni disturbi interni. Come pure le proprietà terapeutiche delle acque calcaree, "utili nelle ulcere, per mitigare l'eccitazione e nelle emorroidi". Paracelso e la balneologia Paracelso viene riconosciuto come il fondatore della moderna balneologia, almeno in ambito tedesco. Dopo aver affrontato il problema dell'origine delle acque curative, nel suo libro il medico-filosofo descrive le proprietà terapeutiche e le caratteristiche delle singole fonti europee, regalando anche le ricette per rafforzare l'effetto medicamentoso delle diverse acque. Così l'aggiunta di salgemma e zolfo alle acque di Bad Pfaffers (Svizzera) sono utili contro la gotta, mentre per risolvere i disturbi mestruali si dovrebbe arricchire il bagno con estratti di melissa, menta e artemisia. Terme e salute Non tutte le terme sono adatte ad ogni male. "La guarigione - scrive Paracelso - deve venire dal bagno, e quindi è da tenere in massima considerazione la scelta del bagno giusto". Che, secondo lo studioso, deve essere compito dei medici: "Se sono i minerali a determinare le virtù delle acque, allora il medico dovrebbe conoscere la forza e le caratteristiche di tutti i minerali perché solo un medico che conosce la chimica e le scienze naturali è in grado di prescrivere i bagni". Una vera e propria medicina nelle acque, da prescrivere con oculatezza e competenza. Se per ogni malattia lo studioso indica trattamenti specifici, alla fine delle sue analisi sull'origine delle diverse proprietà terapeutiche Paracelso ammette che "al di sopra di tutto ciò che ho scritto sulle energie e sui bagni, bisogna sapere che in essi sono nascoste ancora molte virtù ed energie che non sono ancora venute alla luce".Redazione Staibene.it – agosto 2010

  • Canoa, l'idea in più per lo sport estivo

    Attività fisica, divertimento e turismo: tutto in uno sport. La canoa (o kayak, a seconda dei modelli) è un mezzo ideale per esplorare fiumi, laghi e tratti di coste, e trattandosi di un'attrezzatura, non solo economica, ma anche facile da spostare, è un mezzo ideale per fare attività fisica. La muscolatura impegnata nella canoa Ad essere impegnati in questo sport sono soprattutto i muscoli delle braccia e del torace, come del resto nell'attività classica del canottaggio. Anche le gambe, però, non rimangono del tutto inattive. Imparare ad andare in canoa Gli esperti consigliano di affidarsi per i primi rudimenti a istruttori, perché, anche se si tratta di uno sport non difficile, è bene imparare le regole fondamentali per remare con la giusta tecnica. Conoscere bene i giusti movimenti per procedere, virare e arrestarsi, contribuisce non solo a non disperdere le proprie energie, ma anche ad ottenere prestazioni migliori. Controindicazioni per la canoa Non ci sono controindicazioni per questo sport, ma è richiesta una buona dimestichezza con l'acqua. Il vogatore e il rowing Prima di intraprendere passeggiate in canoa si può prendere in considerazione l’idea di allenarsi con un vogatore a casa o facendo del rowing in palestra. In questo modo risulta più facile irrobustire i muscoli delle braccia e del torace, in ogni caso tutti possono trovare giovamento perché coinvolge fasce muscolari grosse che richiedono molte energie per lavorare, ma nello stesso tempo non sollecita troppo le articolazioni.Richiede un po’ di pratica e soprattutto più concentrazione e coordinazione nei movimenti.Il movimento che il vogatore tradizionale o la macchina del rowing simula è quello dei rematori. La resistenza della remata e la conseguente fatica è lasciata alla decisione di chi usa l'attrezzo: remata vigorosa per chi è già allenato, remata più lieve per chi ha appena iniziato gli allenamenti. Quante calorie si bruciano in canoa Si può calcolare che con una remata potente le calorie che si consumano sono circa 800, oltre al beneficio che trarranno i muscoli di spalle braccia e addominali.Redazione Staibene.it - agosto 2010

  • Insonnia estiva, combattila così

    Complici il gran caldo, le giornate più lunghe, le abitudini alimentari, il sonno estivo è un disturbo sempre più diffuso. E non soltanto per gli oltre 12 milioni di italiani che, secondo l’Associazione italiana di medicina del sonno, soffrono abitualmente di problemi collegati all’insonnia.l'insonnia, un problema comune D’estate, a chiunque può accadere di faticare più del solito ad addormentarsi. L’imputato numero uno, ovviamente, è l’afa: quando dormiamo, la temperatura del corpo scende di circa un grado e mezzo. Con il caldo la discesa avviene più lentamente, quindi ci addormentiamo più tardi. Ma non c’è solo il caldo a rendere complicate le nottate estive. L’aumentare delle ore di luce, durante la giornata, influisce sul rapporto veglia-sonno. Nel cervello c’è una zona detta ipotalamo, una sorta di orologio biologico all’interno del quale si trova la ghiandola pineale. Più si allungano le giornate, meno melatonina (l’ormone che facilita il sonno) secerne questa ghiandola. Risultato: dormiamo di meno.Combattere l'insonnia a tavolaNon basta. Soprattutto quando siamo in vacanza, alcune regole di igiene del sonno non vengono rispettate. Usciamo di più la sera e facciamo le ore piccole. Inoltre, spostiamo in avanti le lancette dell’orologio per l’ora di cena e ci lasciamo andare più del solito a tavola: la digestione si allunga e diventa meno facile, tutti fattori che complicano il sonno. Come rimediare? Facendo pasti più leggeri e ricchi di carboidrati. Mantenendo orari stabili, quando si va a dormire e quando ci si sveglia, magari rinunciando al pisolino pomeridiano. E andare a letto solo quando si è davvero stanchi. Altrimenti, meglio fare una passeggiata o guardare un po’ di Tv.Conta la qualità e non la quantità del sonnoL’importante è accettare questi piccoli disagi di stagione senza allarmarsi troppo. Anche perché il sonno pue essere un fatto soggettivo, persino ereditario: ci sono intere famiglie di dormiglioni e altre che dormono pochissimo. Le ore di sonno necessarie variano da persona a persona. E poi non è solo una questione di quantità, ma anche di qualità del sonno. L’uomo ha bisogno di una parte di sonno profondo, che restaura i neuroni, e di una con attivita di sogno, che scarica le tensioni accumulate nella giornata. A seconda dell’eta, inoltre, cambiano le esigenze: i bambini di solito dormono a lungo e non si svegliano mai nel cuore della notte. Un anziano, invece, tende a dormire di meno e a svegliarsi ripetutamente. Questo a prescindere dall’arrivo dell’estate. E un adulto? In media dorme 8 ore, ma nei casi più fortunati bastano anche 5 ore. In fondo, è insonne solo chi si lamenta di dormire poco.Redazione Staibene.it – agosto 2010

  • Stress, un vaccino lo eliminerà per sempre

    Altro che meditazione, yoga, tisane o pasticche di valeriana. Presto per lo stress cronico potrebbe bastare anche solo un’iniezione. Proprio così: perché è allo studio il primo vaccino antistress, in grado di rilassare dalle tensioni e dall’ansia chi ne soffre in modo continuativo. La strada giusta verso il vaccino antistress Dopo 30 anni di ricerca per la cura dello stress, Robert Sapolsky, professore di neuroscienze all'Università di Stanford in California (Usa), ritiene che sia possibile alterare la chimica del cervello per creare uno stato di “calma concentrata”. Sapolsky sostiene di essere sulla strada verso la messa a punto, tramite le tecniche di ingegneria genetica, di un rimedio capace di eliminare la necessità di terapie di rilassamento o di farmaci da prescrizione. Gli ormoni dello stress Lo stress cronico, al contrario delle preoccupazioni quotidiane, è legato a malattie che vanno dal diabete agli attacchi di cuore. Sapolsky, che per primo osservo i danni causati dallo stress sugli animali in Kenya, ha studiato ormoni chiamati “glucocorticoidi”, che fanno parte del sistema immunitario del corpo e aiutano a combattere il cancro e le infiammazioni. Tutti i mammiferi producono questi ormoni, che li aiutano a fronteggiare una minaccia, spesso con la fuga. Ma Sapolsky ha osservato che, mentre una zebra “spegne” l'interruttore per la produzione delle sostanze chimiche legate allo stress dopo la fuga da un leone, l'uomo moderno non solo produce un numero eccessivo di “glucocorticoidi” in risposta alle preoccupazioni di tutti i giorni, ma non riesce neanche a “spegnere” questo interruttore dopo. L'ormone in questione diventa tossico sia biologicamente, distruggendo le cellule cerebrali e indebolendo il sistema immunitario, che socialmente, quando la gente ha scatti d'ira contro i loro amici o la famiglia. La sperimentazione umana è lontana Dopo diverse battute d'arresto, ora i ricercatori di Stanford sono riusciti ad adattare, tramite tecniche di ingegneria genetica, il virus herpes come “neuroprotettivo” con lo scopo di neutralizzare gli ormoni dello stress prima che possano causare danni. Il virus ha lavorato bene sui topolini. “A essere onesti, io sono ancora stupito che funzioni”, ha ammesso Sapolsky. Dopo aver precisato che la sperimentazione umana è ben lontana, ha aggiunto: “Abbiamo dimostrato che è possibile. Siamo in grado di ridurre il danno neurale causato dallo stress”.Redazione Staibene.it – agosto 2010

  • Come abbronzarsi senza invecchiare la pelle

    Lo chiamano “invecchiamento da tintarella”. Quando l’abbronzatura è “selvaggia”, senza protezioni, indiscriminata, la conseguenza per la pelle è molto negativa. Spuntano rughe e macchie, lentiggini e rilassamenti cutanei. E, con buona pace di chi crede di sembrare più sano e in salute, il nostro look invecchia decisamente. Consigli anti invecchiamento “I raggi ultravioletti sono causa di un danno cutaneo che si chiama photoaging. E si manifesta con la comparsa di rughe sottili ai lati degli occhi e della bocca, capillari sul naso e sugli zigomi, lentiggini e macchie e, infine, con un rilassamento cutaneo chiamato elastosi solare. Le zone più colpite sono le piu fotoesposte come la faccia, il collo e il décolleté, il dorso delle mani”. Parola di Mario Bellioni Businco, dirigente di Chirugia Plastica ricostruttiva ed estetica dell'ospedale San Giovanni di Roma, che spiega ai patiti della tintarella come abbronzarsi senza invecchiare la pelle. Ma allora quali sono i consigli anti invecchiamento per chi non vuole rinunciare all'abbronzatura? “Innanzi tutto”, raccomanda l'esperto, “scegliere le creme idratanti migliori. L'idratazione ultra-profonda è data ad esempio da creme a base di acido lattobionico o di gluconolattone. A queste occorre associare una crema antiossidante a base di acido lipoico. È importante mettere piccole quantità di crema ogni volta, ripetendo l'operazione più volte durante la giornata”. Contro le macchie occorre poi una protezione solare mirata. Se il danno alla pelle è già avvenuto Per chi porta su di sé i danni di un eccesso di sole, niente paura: esistono rimedi ad hoc. “Le rughe e la perdita di tono cutaneo possono essere corretti con infiltrazioni ambulatoriali di acido ialuronico, arricchito da vitamine e aminoacidi. Lo strato più superficiale della pelle fotodanneggiata”, prosegue l'esperto, “può essere sostituito da cellule sane mediante alcune sedute di peeling chimico ad azione esfoliante. E i capillari sulle gambe possono essere trattati con la scleroterapia”. Se invece la flaccidità cutanea delle palpebre e delle guance risulta eccessiva, “una condizione che prende il nome di elastosi solare, si ricorre a una piccola operazione di chirurgia estetica, come la blefaroplastica o il mini-lift”.Redazione Staibene.it – luglio 2010

  • Attenti al jogging, non fa sempre così beneÂ…

    Jogging? Sì, grazie, ma con molta attenzione. Perché correre può anche far male alla salute, a dispetto di quelli che lo considerano sempre e soltanto una panacea per tenersi in forma. Specie se diventa l'unica forma di attività fisica praticata, il footing può essere fonte di problemi alle articolazioni, può favorire la cellulite… Parola di un gruppo di esperti di fitness, fra cui il personal trainer di Londra Greg Brookes, secondo cui – oltre tutto – il jogging non sempre aiuta a perdere peso. Jogging, caviglie e ginocchia a rischio “La maggioranza delle persone inizia a correre per dimagrire, ma questo non sempre funziona”, assicura Greg Brookes. Correre spesso, poi, può provocare delle lesioni a causa dei movimenti ripetitivi, specie a carico di ginocchia e caviglie: “Quando si corre, qualcosa come due volte e mezzo il peso del nostro corpo viene trasmesso alle giunture. Normalmente caviglie e ginocchia sono i primi a risentirne”. Inoltre, contrariamente all'idea che ogni esercizio fisico acceleri il metabolismo, correre può provocare esattamente l'effetto l'opposto. In particolare, la corsa su lunga distanza può svuotare le riserve di energia dell'organismo, che così inizia a “rosicchiare” il tessuto muscolare per accumulare energia. "Si possono creare in questo modo anche importanti degenerazioni muscolari", dice l'esperto. "E oltretutto si riduce il ritmo metabolico", avverte Brooks. "Più si corre, infatti, più il corpo si prepara per la prossima" allungata. Risultato? "Si inizia ad accumulare grasso", riserva ideale di energia. E la nostra notevole capacità di adattamento fa sì che, via via che si corre, il corpo "consumi sempre meno energia e bruci meno calorie". Il jogging e la cellulite Cattive notizie anche per le sportive che, macinando chilometri, sperano di liberarsi della cellulite. Secondo Marco Mastrorocco, gym manager dell'Epic kickboxing gym di West London, correre può di fatto aumentare il rischio di trovarsi a fare i conti con la pelle a buccia d'arancia. "La cellulite è dovuta al malfunzionamento del sistema circolatorio e a un cattivo drenaggio dei tessuti sotto la pelle. Se l'esercizio è sostenuto e viene eseguito per troppo tempo - spiega - causa un aumento dei radicali liberi, che danneggiano le cellule". Risultato? La cellulite si moltiplica. Stessa opinione per Carole Caplin dell'health club britannico Lifesmart. "Molte persone pensano che la cellulite sia qualcosa che puoi eliminare con lo sforzo. Sfortunatamente non è così. L'esercizio è uno stress positivo per l'organismo, ma un esercizio duro e ad alto impatto come la corsa può peggiorare la cellulite, dal momento che anche il linfodrenaggio viene compromesso dall'accumulo di stress". Meglio alternare il jogging con un altro tipo di allenamento, come quello a intervalli e ad alta intensità. Che, secondo gli esperti, sollecita nel modo migliore i muscoli, ma anche cuore e polmoni, aiuta a “bruciare”e aumenta la capacità aerobica.Redazione Staibene.it – luglio 2010

  • Contro caldo e afa al lavoro, non ti resta cheÂ… bere!

    Difendersi dall’afa sul lavoro. Per quelli che sono costretti a restare in città, in ufficio, il rischio di spossatezza, sonnolenza e difficoltà di concentrazione – con conseguenti problemi di prestazioni professionali sul lavoro – aumenta a causa del caldo. E l’aria condizionata serve a poco. Come difendersi, allora? La risposta è più semplice e immediata di quello che possiamo pensare: acqua. I danni della disidratazione “L’acqua è la principale componente del nostro corpo”, spiega il professor Alessandro Zanasi, dell’Osservatorio Sanpellegrino e Docente presso l’Università di Bologna. “La sua carenza dovuta ad una scarsa idratazione determina conseguenze significative sul benessere fisico e psichico della persona. Numerosi studi internazionali, infatti, hanno dimostrato come la disidratazione interferisca con le capacità cognitive riducendo la concentrazione e influenzando negativamente i processi decisionali, aspetti che possono contribuire ad un calo della produttività1 ed essere legati ad un maggiore rischio di incidenti sul lavoro. Già a partire da una disidratazione del 2% determinata dalla normale sudorazione si osserva una compromissione della memoria a breve termine, dell'attenzione e dell'efficienza aritmetica. Regole anti disidratazione Come regolarsi allora per difendersi dal rischio disidratazione e assicurarsi il benessere al lavoro nonostante il gran caldo estivo? Vediamo i consigli del professor Zanasi: Avere sempre con sé dell’acqua, fresca non gelata. Imparare a non riconoscere e a non sottovalutare il segnale di sete. Bere comunque di frequente piccole quantità di acqua nell’arco di tutta la giornata (per esempio, 6-8 bicchieri da 250 ml). Non saltare la pausa pranzo: soprattutto durante i turni di lavoro più lunghi, può aiutare a reintegrare i liquidi e può essere importante nella sostituzione di sodio e di altri elettroliti. Non c'è alcuna controindicazione a bere quando si è sudati, a condizione che non si beva acqua fredda. In questo caso sono da preferire acque ad elevato residuo fisso. Indossare quando possibile abiti leggeri per favorire l’evaporazione del sudore e il raffreddamento che ne consegue. Migliorare l'accesso ai servizi igienici: spesso le donne riferiscono di non bere volontariamente quando i servizi igienici non sono accessibili. L’educazione è una componente essenziale per aiutare i lavoratori a mantenere lo stato di idratazione durante e dopo il lavoro in particolare in estate e negli ambienti caldi.Redazione Staibene.it – luglio 2010

  • Estate: moglie e figli in vacanza, mariti in città…

    A luglio, finite ormai le scuole, si spediscono figli (e spesso mogli) in vacanza. Si ritorna “single a tempo”, tra stereotipi e qualche sorpresa. Per un giro d’affari che per l’Italia raggiunge i 200 milioni tra lavanderie, take away, ristoranti, palestre, centri benessere… Se si considera la Lombardia, sono gli uomini a rimanere di più soli in città mentre la partner è in vacanza con i figli, oltre il triplo rispetto alle donne col marito in vacanza (78% contro il 22%). E ancora: i padri che rimangono a casa sono “spendaccioni”: spendono in media quasi 60 euro in più rispetto al resto dell’anno, contro i 43 euro della partner. Quando la moglie è in vacanza l’uomo va di più al ristorante (34,7%), fa uso di lavanderie e tintorie (20,2%), o prende il cibo al take away (l’8,1%), prevalentemente da solo (57,2%) e occasionalmente con amiche e amici (35,3%). Le donne invece, se sole in città senza marito e figli, sono più attente alla propria bellezza: frequentano palestre, centri sportivi ed estetici (28,6%) escono a cena fuori (24,5%) molto spesso in compagnia. Sono infatti più mondane: il 61,2% frequenta di più amici e amiche e meno stanno sole (34,7%). Sono alcuni dei risultati dell’indagine “Abitudini e costumi estivi” condotta dall’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su quasi 600 imprese lombardi e da un’elaborazione su dati Registro Imprese. L’identikit dell’uomo a casa da solo A luglio, sono soprattutto gli uomini a rimanere soli in città: tre volte in più rispetto alle donne. Tra le attività utilizzate di più: il ristorante (34,7%), il servizio lavanderia e tintoria (20,2%), le palestre e centri sportivi (8,7%) e il take away (8,1%). Gli uomini, quando la partner è lontana, si buttano sul lavoro (61,3%), in misura minore sugli hobby (19,7%) e relax (13,9%). Solo il 4,6% si concede momenti di svago con amici e parenti e preferiscono passare il tempo da soli (57,2%) La spesa media: in media il periodo in città da soli dura dieci giorni, con una spesa di circa 60 euro in più rispetto al resto dell’anno, per un giro d’affari di circa 47 milioni di euro. L’identikit della donna a casa da sola Anche al gentil sesso capita di restare in città mentre il marito è in vacanza con i figli, ma meno rispetto al partner. Tra i servizi utilizzati di più: palestre, centri sportivi, estetici e benessere (il 28,6%,) ristoranti e bar (il 24,5%) e take away (il 10,2%). Sono spesso in compagnia di amici e amiche (il 61,2%) e meno da sole (il 34,7%). Circa la metà delle intervistate (49%) dedica più tempo al lavoro, seppur in misura minore rispetto all’uomo, ma danno importanza anche agli hobby (28,6%) e al relax (14,3%). La spesa media: in media il periodo in città da sole dura otto giorni, con una spesa per servizi inferiore rispetto agli uomini (circa 43 Euro), per un giro d’affari di circa 16 milioni di Euro.Redazione Staibene.it – luglio 2010

  • Bellezza, ecco i cosmetici come li preparava la nonna

    Dalla natura, i rimedi di benessere più sani, originali e soprattutto economici (in tempi di crisi, non è poco…) che si possa immaginare. Prodotti agricoli ed erbe aromatiche che diventanto trattamenti di bellezza: lo avreste mai immaginato? E invece è tutto vero. Come spiega la Coldiretti, durante l’ultimo “Salone dell’innovazione nella tradizione” sono stati presentati alcuni rimedi per la cura del corpo e per il benessere a base di prodotti che più naturali non si può: dal bagno anti stanchezza al rosmarino all’impacco per occhi stressati dal computer, dalle maschere antirughe alla patata a quella contro le occhiaie a base di miele. Il ritorno delle “ricette della nonna” Di fronte ai crescenti rischi per la salute o, più semplicemente, per la voglia di recuperare uno stile di vita più naturale ritornano insomma “le ricette della nonna” nella cura della bellezza che, con maschere, lozioni e balsami. Se molte delle soluzioni proposte possono essere facilmente provate direttamente a casa non mancano aziende agricole che, trasformate in beauty farm, offrono anche durante l’estate bagni nel fieno o nei mosti di vino. Sul mercato cresce anche l’offerta di agro cosmetici, spesso proposti dalle stesse aziende agricole, che si trovano sempre più di frequente anche sugli scaffali di profumerie, beauty center e farmacie. Cosmetici al vino, all’olio, al latte di asina Qualche esempio? La linea di bellezza al vino Amarone che comprende dopobarba, crema nutriente viso, saponetta e crema fluida per il corpo; quella all'olio di oliva con crema idratante viso, crema fluida per le mani, shampoo doccia, crema antirughe viso, crema fluida per il corpo e saponetta; e la linea cosmetica al latte d'asina con spuma latte, shampoo doccia, crema per il viso e saponette. 4 trattamenti di bellezza tutti naturali Ma vediamo allora come preparare materialmente questi trattamenti di bellezza a base di prodotti completamente naturali. bagno anti stanchezza: fate bollire 100 grammi di rametti di rosmarino in 2 litri d’acqua per 10 minuti. Coprite e lasciate riposare, filtrate e versate il decotto nell’acqua del bagno e restate immersi per quindici minuti; impacco occhi stressati da computer: bollite 1 tazza d’acqua con 30 grammi di foglie fresche di prezzemolo per dieci minuti. Lasciate raffreddare e fate degli impacchi sugli occhi utilizzando cotone o garza; maschera antirughe: 1 patata lessa, 1 cucchiaio di yogurt. In posa sul viso per 20 minuti. Risciacquate con acqua fresca oppure utilizzare 1 tuorlo d'uovo e la polpa di mezza mela; maschera per ridurre le occhiaie: 1 tuorlo, 1 cucchiaio di miele millefiori, 1 cucchiaio d'olio di oliva, 1 cucchiaio di latte fresco. In posa per 10 minuti. Risciacquate con acqua tiepida alternata a fresca.Redazione Staibene.it – luglio 2010Ti interessa la cosmetica? Leggi anche: TEST: sei predisposto alle rughe? Vinoterapia: il benessere ha il sapore dell’uva Gli speciali di Staibene.it: i migliori trattamenti estetici per un corpo più giovane

  • Fonte: staibene.it


  • Yes, that thing in the left background IS the full moon - Etna, 11 February 1998
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  • Etna casts a gigantic shadow, 11 February 1998
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